Nozioni di base sugli investimenti
6 giugno 2026
7 min di lettura

La regola del 4% spiegata: i tassi di prelievo sicuri

In breve

La regola del 4% è una linea guida per la pensione: preleva il 4% del tuo portafoglio nel primo anno, poi aumenta quell'importo con l'inflazione ogni anno, con un basso rischio storico di esaurire i fondi nell'arco di 30 anni. Deriva dallo studio Trinity sulla storia del mercato statunitense e implica che ti servono circa 25 volte le tue spese annuali per andare in pensione. Trattala come una guida flessibile, non come una legge fissa.

Un salvadanaio
Letta al contrario, la regola fissa un obiettivo di risparmio: moltiplica per 25 il reddito che vuoi e ottieni il portafoglio che ti serve.

La regola del 4% è una linea guida per la pensione. Dice che nel primo anno puoi prelevare il 4% del tuo portafoglio e poi, ogni anno, alzare quell'importo di quanto è salita l'inflazione, con un rischio storicamente basso di restare senza soldi nell'arco di 30 anni. Nasce dallo studio Trinity sui dati del mercato americano, e da lì si ricava anche l'altra faccia della stessa regola: per andare in pensione ti serve un capitale pari a circa 25 volte quello che spendi in un anno.

La regola serve a due cose diverse. Da un lato ti dice quanto puoi spendere una volta smesso di lavorare. Dall'altro, girata al contrario, ti dà un obiettivo di risparmio mentre stai ancora lavorando: moltiplica per 25 il reddito che vorresti avere e hai davanti il portafoglio a cui puntare. È la stessa aritmetica che regge il movimento FIRE e l'idea di un tasso di prelievo sicuro. Nel resto della guida vediamo da dove nasce quel numero, in quali casi il 4% è troppo generoso e perché chi ha la testa sulle spalle lo tratta come una bussola e non come una legge.

Da dove arriva la regola

La regola poggia sui rendimenti storici delle azioni e delle obbligazioni americane. Prendendo quei dati e partendo da un prelievo iniziale del 4%, un portafoglio bilanciato è arrivato in fondo a quasi tutti i periodi di 30 anni senza esaurirsi. È rassicurante, ma non è una garanzia: il futuro non è obbligato ad assomigliare al passato.

L'intuizione dietro la regola è più semplice di quanto sembri: non ti serve un portafoglio che cresca per sempre, ti serve un portafoglio che duri più di te. Una ripartizione tra azioni e obbligazioni intorno al 50/50 o al 60/40 dava abbastanza crescita di lungo periodo da coprire l'inflazione e allo stesso tempo smussava i crolli peggiori. Attenzione però a cosa indica il 4%: è il prelievo del primo anno. Prelevi il 4% del saldo iniziale e dall'anno dopo in poi alzi quella cifra seguendo l'inflazione, senza guardare a quello che sta facendo il mercato. È proprio questo importo stabile, aggiornato ogni anno con l'inflazione, a rendere la regola facile da seguire.

Un esempio concreto. Spendi 40.000 dollari l'anno? Allora il tuo numero FIRE è 40.000 × 25 = $1.000.000. Se preferisci essere più prudente e scendere al 3,5%, la cifra sale a circa $1.143.000.

Una calcolatrice
Se spendi 40.000 $ all'anno, il tuo numero FIRE è 40.000 × 25 = 1.000.000 $, l'aritmetica semplice che sta dietro alla regola.

Quando usare un tasso più basso

Quel 4% è stato tarato su una pensione lunga più o meno 30 anni. Più la tua situazione è lunga o rischiosa, più un tasso di partenza basso ti fa dormire tranquillo. Ci sono almeno tre casi in cui conviene scendere sotto il 4%.

Il primo è andare in pensione da giovane, con davanti un orizzonte di 40-50 anni: molto più dei 30 anni su cui la regola è stata verificata, e quindi con più probabilità che un prelievo fisso finisca per correre più veloce di quanto il portafoglio riesca a crescere. Il secondo è cominciare la pensione quando le valutazioni sono alte o i rendimenti attesi bassi. I primi anni di prelievi pesano più di tutti gli altri, e un decennio iniziale storto può lasciare danni che restano a lungo. Il terzo è più semplice: vuoi un margine di sicurezza più largo, oppure hai intenzione di lasciare un'eredità invece di consumare il portafoglio fino a svuotarlo del tutto. In tutti e tre i casi, scendere al 3% o al 3,5% allarga il cuscinetto in modo sensibile.

È una guida, non una legge

Il modo più intelligente di usarla è tenerla flessibile. Se negli anni brutti di mercato stringi un po' le spese, puoi permetterti un tasso medio più alto nel tempo. È il contrario che mette a rischio i portafogli: prelevare ogni anno la stessa cifra, rigidamente, qualunque cosa succeda.

Nella vita vera i pensionati si adattano. Dopo un calo brusco del mercato si tagliano le spese che si possono rimandare, si rinvia il viaggio importante, si tiene il budget più stretto per un anno o due: e intanto il portafoglio ha il tempo di riprendersi. Storicamente questa flessibilità regge un prelievo di lungo periodo più alto di quanto regga una regola fissa. C'è poi un dettaglio che sfugge spesso: il 4% è un numero lordo. Tasse e commissioni degli investimenti escono da lì, quindi quello che ti resta davvero da spendere è meno. Se vuoi tradurre un tasso in un portafoglio obiettivo, o provare un piano di semi-pensionamento in cui un lavoro part-time copre una parte delle spese, il calcolatore Barista FIRE fa i conti per te.

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Riepilogo

La regola del 4% dice di prelevare il 4% del portafoglio il primo anno, poi adeguarlo all'inflazione. Da dove viene, dove non regge e quando prelevare meno.


Federico Romaldi

Scritto da

Federico Romaldi

Co-fondatore, Worthmap

Pubblicato: 6 giugno 2026

Federico è co-fondatore di Worthmap, una piattaforma di intelligenza patrimoniale per investitori seri. Con esperienza nell’ingegneria del software e una lunga passione per il value investing, ha creato Worthmap per colmare il divario tra monitoraggio del patrimonio e analisi degli investimenti.

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