Il ROE (return on equity), in italiano redditività del capitale proprio, è l'utile netto di un'azienda diviso per il patrimonio netto medio dello stesso anno. Risponde a una domanda semplice: per ogni euro che gli azionisti hanno messo nell'attività (o lasciato come utili non distribuiti), quanti centesimi di utile ha generato l'azienda quest'anno? L'analisi DuPont scompone il ROE in tre fattori: margine di utile netto per rotazione dell'attivo per leva finanziaria, così si capisce se un valore alto nasce da vera redditività, da molte vendite per euro di attivo o soltanto dal debito.
Esempio pratico
L'azienda A ha un patrimonio netto di 48 milioni di euro a inizio anno e di 52 milioni a fine anno, quindi il patrimonio netto medio è (48 milioni + 52 milioni) ÷ 2 = 50 milioni. L'utile netto è di 10 milioni. ROE = 10 milioni ÷ 50 milioni = 0,20 = 20%. Verifica DuPont: ricavi per 100 milioni danno un margine netto di 10 milioni ÷ 100 milioni = 10%; un attivo totale di 100 milioni dà una rotazione dell'attivo di 100 milioni ÷ 100 milioni = 1,0; e un attivo di 100 milioni su un patrimonio netto di 50 milioni dà una leva di 2,0. Quindi 10% × 1,0 × 2,0 = 20%, lo stesso risultato. Senza alcun debito (leva 1,0) la stessa azienda avrebbe un ROE del 10%: metà di quel 20% viene quindi dal denaro preso a prestito, che lavora al posto del capitale proprio.
Perché è importante
Il ROE mostra quanto bene un'azienda trasforma i soldi degli azionisti in utile, quindi è uno dei primi numeri da guardare quando si valutano le performance. Un ROE stabile per molti anni dice più di un solo anno buono. Le trappole più comuni: il riacquisto di azioni proprie riduce il patrimonio netto al denominatore e un forte debito lascia l'utile poggiare su pochissimo capitale proprio: in entrambi i casi il ROE può salire senza che l'attività migliori, una perdita unita a un patrimonio netto negativo può dare un valore positivo ingannevole, e le componenti straordinarie possono gonfiare l'utile. Banche, aziende software e industria pesante stanno su livelli molto diversi, quindi il confronto va fatto nello stesso settore. Un ROE alto o basso è una domanda da approfondire, non un giudizio sull'azienda.
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Domande frequenti
ROE = utile netto ÷ patrimonio netto medio. Si sommano il patrimonio netto a inizio e a fine anno, si divide per due e si divide l'utile netto dell'anno per quel valore. Alcune fonti usano solo il patrimonio netto di fine anno: è più semplice ma meno preciso se il patrimonio cambia molto durante l'anno.
Da solo no. Un ROE alto può nascere da una vera redditività, ma anche da molto debito, da riacquisti di azioni proprie che riducono il patrimonio netto o da un utile straordinario. Confrontalo con il livello di debito dell'azienda e con i suoi anni precedenti prima di trarre conclusioni.
Il ROE divide l'utile netto per il patrimonio netto degli azionisti. Il ROA (return on assets) lo divide per l'attivo totale, quindi contano anche le attività finanziate con debito. Il ROIC (return on invested capital) divide il risultato operativo dopo le imposte per il capitale proprio più il debito investiti nell'attività. La distanza tra ROE e ROA dipende in gran parte dalla leva.
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Creato e gestito da Worthmap · Ultimo aggiornamento 1 novembre 2026
Solo a scopo didattico. Questo strumento fornisce stime a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento, fiscale o legale. I risultati si basano sui dati che inserisci e su modelli matematici e non garantiscono performance future. Consulta sempre un consulente finanziario qualificato prima di prendere decisioni di investimento.