L'Altman Z-Score è un unico numero costruito con cinque indici di bilancio, pensato per mostrare quanto le finanze di un'azienda siano vicine alla difficoltà. Edward Altman pubblicò la formula originale nel 1968, partendo da aziende manifatturiere quotate in Borsa. I cinque indici confrontano capitale circolante, utili non distribuiti, risultato operativo (EBIT) e ricavi con il totale dell'attivo, e il valore di mercato delle azioni con il totale delle passività. Ogni indice si moltiplica per un peso fisso e i risultati si sommano. Nella versione originale un punteggio sopra 2,99 cade nella zona "sicura", tra 1,81 e 2,99 nella zona "grigia" e sotto 1,81 nella zona "di difficoltà" (molte fonti arrotondano a 3,0 e 1,8). Altman ha poi pubblicato varianti per le aziende non quotate e per quelle non manifatturiere, con pesi e soglie diversi.
Esempio pratico
L'azienda A (cifre in milioni di euro) ha un totale dell'attivo di 1.000, un capitale circolante di 200 (attivo corrente meno passivo corrente), utili non distribuiti per 300, un EBIT di 100, azioni che valgono 500 in Borsa, passività totali per 400 e ricavi per 900. I cinque indici sono 200 ÷ 1.000 = 0,20, 300 ÷ 1.000 = 0,30, 100 ÷ 1.000 = 0,10, 500 ÷ 400 = 1,25 e 900 ÷ 1.000 = 0,90. Z = 1,2 × 0,20 + 1,4 × 0,30 + 3,3 × 0,10 + 0,6 × 1,25 + 1,0 × 0,90 = 0,24 + 0,42 + 0,33 + 0,75 + 0,90 = 2,64. Cade nella zona grigia, tra 1,81 e 2,99, quindi il passo sensato è guardare quale dei cinque indici abbassa il punteggio e perché.
Perché è importante
Lo Z-Score è un filtro rapido per una domanda che ogni investitore e ogni finanziatore si pone: questa azienda potrebbe avere difficoltà a pagare ciò che deve? I dati vengono dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dal prezzo delle azioni. I limiti contano. I pesi furono calibrati negli anni Sessanta su un campione di aziende manifatturiere quotate, quindi la formula originale si adatta meno ad altri tipi di azienda, e banche e assicurazioni non fanno al caso suo perché i loro bilanci funzionano in modo diverso. Uno dei dati è il valore di mercato delle azioni, quindi il punteggio si muove ogni volta che si muove il prezzo. Il risultato è un filtro, non una previsione: un punteggio basso è una domanda da approfondire, e uno alto non esclude problemi. Usa la variante che corrisponde all'azienda (manifatturiera quotata, non quotata o non manifatturiera) e leggi il punteggio insieme a debiti, flussi di cassa e copertura degli interessi.
Esplora gli strumenti finanziari
Leggi la guida completa
Domande frequenti
Nella formula originale per le aziende manifatturiere quotate, un punteggio sopra 2,99 è la zona sicura, tra 1,81 e 2,99 la zona grigia e sotto 1,81 la zona di difficoltà. Alcune fonti arrotondano a 3,0 e 1,8. Considera la zona una domanda da approfondire e non un verdetto, e usa le soglie della variante adatta all'azienda.
Z = 1,2 × A + 1,4 × B + 3,3 × C + 0,6 × D + 1,0 × E. A è il capitale circolante diviso per il totale dell'attivo, B gli utili non distribuiti divisi per il totale dell'attivo, C l'EBIT diviso per il totale dell'attivo, D la capitalizzazione di Borsa (il valore di mercato delle azioni) divisa per le passività totali ed E i ricavi divisi per il totale dell'attivo. È la versione del 1968 per le manifatturiere quotate.
Altman ha pubblicato una variante per le aziende non quotate, che usa il valore contabile del patrimonio netto al posto di quello di mercato, e una per le aziende non manifatturiere, con pesi e soglie diversi. Banche e assicurazioni in genere non si adattano a nessuna versione, perché i loro bilanci sono costruiti in modo diverso.
Creato e gestito da Worthmap · Ultimo aggiornamento 1 novembre 2026
Solo a scopo didattico. Questo strumento fornisce stime a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento, fiscale o legale. I risultati si basano sui dati che inserisci e su modelli matematici e non garantiscono performance future. Consulta sempre un consulente finanziario qualificato prima di prendere decisioni di investimento.